Eat, Sleep, Repeat – Ascesa e Caduta della Gerarchia di Valori

 

A Londra…

– “Fucking business man!” 
Uno dei ragazzi che lavorava accanto si lamentava spesso di un certo “uomo d’affari”.
– “Sempre il cibo consegnato in ufficio… Lavora a neanche mezzo chilometro da qua…!”
Odiava a morte consegnargli il sushi. A quanto pare gli costava la pausa sigaretta, o non lasciava la mancia, Dio solo sa…
– “Lui e il suo abito da Lord…”
Non che me ne importasse più di tanto ma ricordo di avergli chiesto una volta: perché secondo te non si prende un tavolo al ristorante?
Stra-indaffarato…?
– “Con un ufficio del genere deve essere minimo il Boss o qualcosa del genere!”
Ok. Adesso si che ero interessato.
Voglio dire… Se è il Boss in un posto del genere allora non deve aver nessun tipo di problema a prendersi una pausa…!
Weird…

La prima spiegazione che fui in grado di darmi?
Avidità. Quale altra ragione potrebbe esserci?
Chi mai preferirebbe il sushi in scatola ad una tripla portata? Soprattutto se ti puoi permettere di scegliere!
Soltanto un capitalista malvagio sacrificherebbe le piccole cose della vita no…? Per cosa? Comprarsi un’altro abito?
Cresciuto in un paese che celebra i pasti come nessuna cultura al mondo, la conclusione sembrava scontata.

– “A noi Italiani piace fare le cose fatte bene”
Mi son sempre sentito dire da bambino. Se anche solo mi azzardavo a mangiare in piedi qualcosa di così semplice come un arancio, mia madre lo considerava un crimine contro l’Umanità…
– “No caro mio…!”
– “Mettici sotto qualcosa immediatamente!”

Crescendo in Italia preparare la tavola era un rituale sacro. Tovaglia, tovaglioli, posate, bicchieri, acqua, vino, pane, e spezie di ogni tipo in posizione a prescindere dall’occasione.
– “I pasti sono la cosa più importante della giornata!”

Ok. Un dietologo sarebbe probabilmente d’accordo ma, voglio dire… La PIÙ importante?
Ho sempre avuto il sospetto che i conti non tornassero, Ma ci ho messo 27 anni per fare la matematica. Perché…?
Perché non mi ero mai preso nessuna responsabilità. Non avevo mai avuto un vero scopo. Non sapevo quello che so adesso…
Quando sai dove vuoi arrivare nella vita…

Il sacrificio è il tuo pasto quotidiano.

A scuola, a catechismo, o sul qualche libro di storia, abbiamo sentito tutti parlare degli atti orrendi apparentemente compiuti dai nostri antenati nel nome di Dio.
Ma ce n’è uno in particolare che a sempre causato molte controversie, ovvero: i sacrifici di sangue.
La domanda sorge spontanea…
– “Cosa diavolo gli passava per la testa a quegli idioti?”
Sia che lo guardi metaforicamente o no, non puoi resistere a domandarti la stessa cosa.

Ma mettiamo che siano veramente successi. Perché assumiamo che fossero folli?
Essenzialmente non esiste nessuna prova che siamo più intelligenti oggi di quanto lo fossero loro ieri.
Proviamo dunque a metterci nei loro panni per un minuto…
2018.
Non siamo mai stati più benestanti di oggi. Il mondo – che tu ci creda o no – è più ricco oggi di come non lo sia mai stato.
Ma la povertà era una cosa seria a quei tempi. Quindi quante volte pensi che un padre abbia dovuto lasciare indietro uno dei suoi figli per garantire la sopravvivenza della famiglia?
Quante volte hanno dovuto sacrificare la cosa che valorizzavano di più per fare un patto con la realtà?
– “Lasciane andare uno… Per salvarne tre…”
Non so voi, ma a me non sembra sta gran pazzia dopotutto.

Oggi diamo per scontato l’esistenza del domani, ogni secondo che passa ne è la prova. Ma qualcuno deve pure averlo scoperto a un certo punto. Come…?
Tramite il sacrificio.
Adesso. Che quelle storie siano vere o no non importa, non è questo il punto.
Il punto è che sebbene l’idea del sacrificio viene spesso criticata, è in realtà implementata ogni giorno da ognuno di noi.
Non richiede un ascia, una capra, o Dio sa quale strano rituale. Non è il sangue ad essere versato…
Ma il sudore.

La concettualizzazione di Dio come una personalità con cui puoi negoziare oggi prende forma nelle nostre azioni quotidiane.
L’opportunità di sacrificare il presente per il futuro è diventata semplicemente “cliché”. A che tipo di sacrificio mi riferisco…?
Il lavoro.
E’ l’atto di alzarsi la mattina nonostante la voglia di fare l’opposto.
– “Fai qualcosa oggi che il tuo Io del futuro ti ringrazierà…”
Solo il più pigro dei pigri la chiamerebbe un’idea stupida.

Presente quella scena dei Simpson dove Homer si scola mezza bottiglia di Vodka e Maionese allo stesso tempo, e poi fa:
– “Questo è un problema per l’Homer del Futuro…!”
– “Di sicuro non lo invidio…”
Eccomi li.
Per la maggior-parte della mia vita – fino a non molto tempo fa – ho spesso scelto di compiere il sacrificio opposto. L’opportunità di sacrificare il futuro per il presente ha sempre avuto il suo fascino. La funzione Snooze della sveglia ha sempre avuto la meglio.
Sono sicuro che sapete tutti di cosa sto parlando…
– “Col cazzo che mi alzo!”

– “Su!”
– “Alza le chiappe e vai a fare qualcosa nella vita!”

Cosa motiva la gente a dire ciò a se stessi? O meglio, cosa motiva la gente a NON dire ciò a se stessi?
I neurologici sono sempre stati interessati a rispondere a questa domanda…
Dopo tante ricerche hanno individuato il sistema dopaminergico come responsabile di produrre il tipo di emozione positiva che il lavoro, se fatto come si deve, regala.
La chiamano: Ricompensa incentiva.
Mai sentito alla grande dopo aver cancellato tutti gli articoli dalla lista della spesa?
Lei.
E prova a indovinare?
Più ne fai… Più ne produce.

Attenzione però al paradosso.
La pigrizia, se fatta pure come si deve, attiva lo stesso sistema dopaminergico rilasciando esattamente lo stesso composto organico…
– “Ma neanche morto…!”
” – Premiamo il tasto Snooze va…”

Scarica di dopamina.
– “Di già?!”
– “‘Fanculo premiamolo ancora…”

Altra scarica.
I neurologici la chiamano: Ricompensa consumativa.
La parte inquietante…?
E’ che ogni volta che cadi nella tentazione di gratificazione istantanea il sistema non solo rilascia lo stesso composto, ma fa si che il circuito associato con l’atto cresca esponenzialmente.
– “Ma si chissenefrega!”
– “Premiamolo di nuovo…”

Mai chiesto perché smettere di fumare è difficile?
– “Cosa!? Smettere di fumare è la cosa più facile al mondo… L’avrò fatto circa cento volte!”
Appunto.
Il pensiero di accendersi una sigaretta in un contesto abitualmente associato con l’atto di fumare da vita a una sequenza di pensieri artificiali – emozioni finte – producendo desiderio ardente che, una volta soddisfatto…?
Scarica.
Una, due, tre volte, e presto ti puoi chiamare un fumatore. La sequenza di pensieri diventa automatica… Il circuito neurologico cresce più forte, più cresce e più segna il tuo carattere, fino a divenire parte di te. Fino a diventare una personalità a cui piace dire…
– “Ma si… Chissenefrega!”
Un consiglio?
Non esercitare ciò che non vuoi diventare.

– “Dove ti vedi in 5 anni?”
Dio solo sa quanto odiavo quella domanda…
– “Dai un’occhiata al mio CV e smettila di rompere i coglioni…”
Eppure, se c’è una maniera per resistere alle tentazioni del presente per ottenere gli enormi benefici del futuro, è la seguente:
Conosci La Risposta A Quella Domanda. Decidi cosa vuoi fare con la tua vita.
Digitalo sulla tastiera, salva il documento, stampalo, e appendilo accanto al calendario.
Dai il via alla partita…

– “E andiamo! Finalmente ho la risposta…”
– “Aspetta… Dov’è la strategia vincente?”

La prima volta che guardai il mio obiettivo rimasi piuttosto deluso. Nessuna combinazione di mosse che mi fece gridare: Scacco Matto!
La partita era appena cominciata e non avevo la più pallida idea ne delle regole, ne di come giocare. Ma qualcosa di inaspettato successe.
Una vocina nella testa mi disse qual’era la prima mossa…
– “Meglio spolverare la scrivania ragazzo!”
Avanti il Pedone.

Non esattamente cosa vi aspettavate vero? Ma non è cosi male come pensate.
Perché…?
Perché a seconda di ciò su cui ti concentri la tua percezione ti orienterà verso l’obiettivo stesso scartando tutto ciò di irrilevante in modo da farti vedere i passi necessari. La tua visione si schiarirà in modo da illuminare il sentiero. Se chiedi aiuto la realtà ti verrà in soccorso, e ti mostrerà la prossima mossa.
– “Tira fuori carta e penna.”
Avanti l’Alfiere.

Il motivo…?
Porsi un’obiettivo nella vita crea una Gerarchia di Valori. Ci sono cose che devono essere portate a termine e che richiedo la tua attenzione.
Sciocchezze? Forse. Ma per quanto sciocche possano sembrare ti muoveranno comunque in avanti…
– “A meno che non ti puoi permettere un paio di calzini nuovi ogni giorno meglio che impari a farti la lavatrice!”
La Gerarchia ti segnalerà alcune azioni come priorità assoluta, altre secondarie e ignorabili.
– “Mi conviene fumarmi una sigaretta adesso o mi conviene prima finire di scrivere l’articolo?”
Ok ok… Comincio a scrivere la prima frase.
Avanti il Cavallo.

Vuoi cambiare il mondo ragazzo?
Comincia da farti il letto.

Per la gran parte della mia vita i valori secondari hanno avuto la precedenza. Ho bramato per quella mini scarica tossica di dopamina ogni volta che ho avuto l’opportunità di averla.
Ma dopo averla ottenuta la domanda era sempre la stessa:
E adesso?
Adesso che ho fumato la sigaretta cosa dovrei fare?
– “Bhè un po di fame la ho…”
– “Vediamo cosa c’è in frigo!”

E quindi mi sono sfamato ogni volta che ho avuto l’opportunità. Il problema…?
Bello grosso.
Volendo a malapena chiudere il buco nello stomaco, l’unico valore nella Gerarchia era…
– “Mangia.”
L’atto di mangiare eliminava la struttura di valori su cui stavo operando lasciandomi senza la minima idea su cosa fare in seguito. L’intera Gerarchia collassava nel momento in cui digerivo.
E quindi…
– “Buttati sul divano, prendi il cellulare in mano e… ”
– “WhatsApp?”

Brutta idea.

Ma se sai esattamente cosa vuoi nella vita la Gerarchia non collassa mai. Un’obiettivo distante nel futuro richiede sempre un’azione nel presente.
Se ti poni la domanda e vuoi sapere la risposta, la prossima mossa si illuminerà.
Un piccolo pasticcio apparirà e domanderà la tua attenzione. Il caos nella tua stanza ti apparirà all’improvviso come pertinente, l’ordine nel frigo diventerà insignificante.
Dove c’è Caos… C’è potenziale.
Dove c’è Ordine…
– “Beh… Che senso ha ficcarci il naso?”

Tanta gente guarda al Caos e non vede niente che sofferenza. Sudore inutile.
L’idea del sacrificio è spesso associata con la mancanza di significato.
E quindi soffrono terribilmente in ogni caso ma se non altro mangiano, dormono, e fumano quando vogliono.
Il vantaggio…? Non hanno nessuna responsabilità.
Ma il Significato può essere trovato nella sofferenza. Se ti fissi un obiettivo il futuro apparirà più luminoso. Alzarsi la mattina diventerà una passeggiata.
Più responsabilità accetterai… Più ricca la tua vita.
Ma a volte la Gerarchia ti richiederà un sacrificio. Qualche Valore più Alto richiederà la priorità assoluta quando meno ne hai voglia. La prossima mossa non è sempre così piacevole.
A volte una vocina ti dirà…

– “Senti Mr. Business Man… Lascia perdere il filetto di manzo va…”
– “Mangia il pesce in scatola, torna in ufficio, termina il progetto, guadagnati la promozione, finisci di pagare il mutuo… E provvedi per la tua famiglia.”
Avanti la Regina…

Il prezzo da pagare…?
Adesso il futuro è nelle tue mani.

Qual’è la prossima mossa?

 

Ispirazioni:

Grazie per aver letto.

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Mark

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