Adamo ed Eva e le Origini del Male – Un’Interpretazione Psicologica

 

Al Bar…

 

… E adesso andiamo in diretta sulla scena del crimine dove un commerciante è stato…

– “Scusi…? Può alzare il volume per favore?”

– “Beccati! Che razza di Mostro! Spregevole…”
Già. Succede spesso…

– “Io non mi azzarderei mai a fare una cosa del genere!”
Certo. Atti orribili vengono commessi tutti i giorni eppure ogni volta puntualmente ti stupisci. Si. Continuiamo a farci del male e lo abbiamo fatto per tanto tempo. Guerre, omicidi, rapine, furti, e crimini di ogni tipo sono costantemente messi in onda… Riempono i nostri giornali, scioccano i nostri quartieri, e appaiono ovunque sui libri di storia.
Nonostante ciò, ogni singola volta la stessa domanda. Tre, due, uno…

– “Cosa cazzo c’è che non va con certe persone!?”
Eccola li.

– “Soltanto un’Animale può fare una roba del genere…”
A dire il vero no, purtroppo non esiste una dichiarazione più sbagliata di quella. Nessun animale può fare una cosa del genere. Un leone ti può voler sbranare perché ha fame, o perché pensa che rappresenti una qualche minaccia. Ma non ti odia, non è malvagio.

– “Neppure io…”
Ok! Ma mettiamo caso che stessi cercando di tracciare le origini del Male stesso. La domanda diventa: come è venuto al mondo?
Se ha delle origini, deve essere spuntato fuori da qualche parte. Quindi – logicamente – allora si. Quale posto migliore da cui partire di;
Colui Che Vuole Divorarti.

Molto prima di essere in grado di costruire grattacieli, alzare mura, o semplicemente anche solo concettualizzare un’idea astratta quale “casa”, gli alberi erano molto probabilmente il nostro habitat. Eravamo molto più piccoli di adesso, molto più piccoli degli scimpanzé, e soprattutto, neanche lontanamente grandi abbastanza da avere scampo contro altri animali.
Costantemente sull’orlo della sopravvivenza e in preda alla natura, i nostri antenati spesso morirono per mano di specie predatorie.

Provenienti dal cielo, dal suolo, o da dietro le nostre spalle, creature di ogni tipo hanno atteso il momento giusto per far di noi un bel spuntino.
Aquile, gatti, serpenti, e Dio solo sa quante altre specie ci hanno perseguitato fin dal principio della nostra esistenza. Non è poi così ovvio – e probabilmente contro molte probabilità – come siamo riusciti ad avanzare così tanto nel grafico evolutivo.
E’ di certo, una volta che ci pensi, una specie di miracolo.

Film, leggende, drammi, dipinti, e alcune delle più antiche scoperte archeologiche hanno catturato per migliaia di anni ciò che è più comune tra tutte le storie, dandoci modo di capire da dove il vero pericolo possa provenire. Se la vita è Essere, e qualcuno vuole distruggerla, allora chi è l’avversario dell’Essere stesso? Qual’è il suo nome?

– “Eh… Saperlo!”

Il nemico dell’Eroe è spesso rappresentato nella Mitologia come un mostro enorme. Il Re dei Predatori è stato dipinto – non a caso – come un biscio alato e a quattro zampe, ancora prima che fossimo in grado di dargli un nome. Drago, è come lo chiamiamo oggi. Alato come un ‘aquila, quadrupede come un gatto, e con il corpo di un serpente.
Il Caos in persona.

Ma. Sono i predatori quindi la fonte di tutti i mali? Sono gli umani semplici prede e esseri innocenti in guardia contro la forza distruttiva del Caos? O può la minaccia provenire da qualche altra parte? Se si, da dove?
Forse da più vicino. Forse il Drago non è la fonte…

– “Beh se il Drago non è la fonte allora qual’è?”
Esiste una piccola storia scritta un paio di migliaia di anni fa che potrebbe rispondere a quella domanda, e ne avrai sicuramente sentito parlare.

I primi Esseri Umani che vagarono ingenuamente per il mondo.
La storia di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden è considerata…
– “Si! Quella col serpente no?”

La storia di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden è considerata al giorno d’oggi una delle più grandi allegorie della letteratura mondiale. Il serpente infame che desse ai nostri antenati la conoscenza del Bene e del Male è stata oggetto di discussione per molte generazioni…

– “Si ok la conosco, ma senti come fa uno a mangiare un frutto, svegliarsi, e conoscere sia bene che male?? C’è scusa! E poi mi spieghi cosa c’entra il fatto che erano nudi? E poi scusa… Ma non venivamo dalle Scimmie??”
Mi sembra giusto.

Scienziati e biologi evoluzionisti hanno dimostrato con successo che Adamo ed Eva non sono mai esistiti, non hanno dato vita all’Umanità.
Alcuni potrebbero aggiungere che l’intera raccolta di scritti nella Genesi siano dunque pura finzione. Probabilmente vero…
Ma ciò vuol dire che un evento deve letteralmente accadere in un dato momento per essere considerato vero? O può la finzione essere tanto vera quanto la storia?
A quanto pare, la finzione a volte può essere tanto reale quanto la storia. Soltanto non il tipo di verità che la maggior-parte della gente pensa…

– “Lo so lo so ma io son più tipo la scienza. Devo vederla coi miei occhi una cosa altrimenti difficilmente ci credo…”
Riesci a farmi vedere 2 + 2, Einstein?
Già… Proprio come pensavo.

Non possiamo provare che i numeri siano reali, eppure le nostre tecnologie funzionano. Il semplice atto di mandare un messaggio prova che i matematici non hanno giocato in tutti questi anni con amici immaginari. Accettiamo diversi tipi di verità nelle nostre vite quotidiane senza avere il bisogno di dimostrare la loro esistenza materialistica. Quindi.
Cosa succede quando prendi ciò che è più vero tra storie e idee e lo provi a rappresentare…?

– “Diventiiii…”
Ottieni un tipo di verità astratta. Un’idea archetipo.
-“Giusto…”

In ogni caso, tornando a colui che ti vuole divorare…

– “Merda!”
A proposito.
Hai presente quando il tuo computer si spegne dal nulla? O quando una macchina ti manca di poco? Cos’è la prima cosa che fai? Imprechi.
Beneducato o no, imprecare è semplicemente inevitabile quando qualcosa di inaspettato succede, qualcosa che non potevi prevedere.
Curiosamente la scienza ha provato che l’atto di imprecare attiva lo stesso circuito neurologico che gli scimpanzé attivano quando un serpente viene avvistato.

– “Quindi?”
Quindi è lo stesso circuito che i nostri antenati hanno sviluppato per rilevare il pericolo. Sai com’è… Perché Venivamo dalle scimmie.

Giustamente però – nonostante l’antica rivalità persiste in alcune zone – la maggior parte di noi non hanno più bisogno di preoccuparsi dei serpenti. Non possono essere trovati a strisciare per le strade, sotto la doccia, o accanto al letto. Ma i serpenti sono predatori, e i predatori vogliono mangiarti. Ma prima di colpire? Hanno bisogno di mirare.
Adesso, noi membri della razza umana generalmente non abbiamo nessuna intenzione – grazie a Dio – di ingoiare altri umani, ne strisciamo, voliamo, o camminiamo a quattro zampe come degli animali. Ma possiamo mirare. Possiamo concentrarci sul nemico prima di attaccare. Ci urliamo a vicenda, tiriamo pugni, e utilizziamo armi mortali per indebolire, e troppo spesso, per uccidere. Questione di sopravvivenza e legittima difesa? Non necessariamente. Spesso, è una questione di pura volontà. Cosa ci rende così speciali?
A quanto pare, siamo l’unici in grado di farlo.

Perché una gazzella mangia ignara accanto a un leone che dorme?

– “Perché ha fame?”
Cristo… Perché il leone non è ancora un predatore! Il leone che dorme, è soltanto un leone che dorme.

Per moltissimo tempo – proprio come le gazzelle – non eravamo in grado di concettualizzare il futuro. Abbiamo dormito senza pensare al domani ne tanto-meno al prossimo secondo.
I predatori in quanto tali erano soltanto coloro che si manifestavano al momento… Come un paio d’occhi che all’improvviso guardano dritto dentro ai tuoi. Non prima, non dopo.

Oggi non abbiamo bisogno di vedere in arrivo i fari di una macchina per capire che forse l’autostrada non è il posto migliore per un picnic. La scoperta del futuro non fa più cosi tanto scalpore. Oggi siamo in grado di prevedere i predatori del domani.
E quindi cosa facciamo? Li evitiamo. Evitiamo pericoli di ogni tipo. Bar loschi, vicoli scuri a mezzanotte, boschi nel mezzo del nulla, niente di tutto ciò è sulla nostra lista di luoghi da visitare.
Eppure sappiamo che i pericoli ci attendono. Siamo perfettamente al corrente che la minaccia del domani è sempre presente.
Sappiamo che la fuori da qualche parte, ci sono serpenti.

– “In che senso scusa? Cosa ti intendi per Oggi possiamo prevedere i pericoli di domani? Vuoi dirmi che non lo sapevano loro che i predatori potevano venire anche il giorno dopo?”
Più o meno… Einstein.
Dio solo sa quanto tempo ci abbiamo messo ad avere tale illuminazione. Quanti di noi non hanno vissuto abbastanza a lungo da avere l’opportunità di seguire i predatori nella loro tana, e fare ciò che andava fatto. Ma a un certo punto della storia, qualcuno ha fatto in tempo.
Qualcuno di coraggioso si è avventurato nell’ignoto giorno dopo giorno, ha ucciso il nemico, ed è tornato da Eroe.

– “Idolo! Quindi adesso erano al sicuro giusto? Hanno ucciso tutti i serpenti e…”
Neanche un po. Presto abbiamo realizzato che la minaccia era tutt’altro che sparita. Il prossimo pericolo non si è fatto di certo attendere. Il prossimo pericolo, ci assomigliava parecchio.
Altre tribù non erano molto felici di vederci. Altri esseri umani si sono presentati per prendere ciò che era nostro, e non si sono fatti problemi a lasciare qualche cadavere alle spalle.
E fu così che imparammo la prossima lezione. I serpenti, possono prendere molte forme.
E quindi… Su con le mura! Lo spirito della civiltà prende vita.

– “Le mura… E’ la stessa cosa che vuole fare Trump col Messico no?”
Ma chiudi la bocca! Idiota…

Adesso. Pensi di essere al sicuro? Forse per un po, ma prima o poi i serpenti spuntano dal terreno a prescindere da quello che fai. Non importa quante mura alzi, non puoi tenere alla larga tutti i predatori.
E quindi ladri e criminali cominciarono a manifestarsi pure dentro la città, perché non esiste un giardino al mondo senza un serpente all’interno.
Cosa ne abbiamo fatto di loro? Tutti in gabbia! Muri dentro i muri per prevenire il pericolo di domani, e punire quello di ieri.

– “Grandii, da dove mai potrebbe spuntare il pericolo adesso che…”
Forse da dove meno te l’aspetti. Forse c’è un’altro predatore che vive in città,  e forse è molto più vicino di quanto pensi.
Ci siamo dimenticati di lui. Quello che nessuno vuole riconoscere, perché sono sempre loro, e mai noi.
C’è un’altro pericolo ed è il serpente dentro di Te. Il serpente dentro ognuno di noi. La capacità di commettere del male di ogni individuo. Quella che la maggior-parte della gente spesso non scopre, fino a quando non è troppo tardi.

L’Ombra.

Sei un bravo cittadino o non hai mai avuto l’opportunità di essere un criminale?
Rispetti le regole perché sei una brava persona o perché hai paura delle conseguenze di non rispettarle?
Non faresti mai una cosa così spregevole eh? Forse. O forse non ti sei ancora trovato nella situazione di dover scegliere…

E’ molto difficile accettare il fatto che ogni crimine, atto di vendetta, inganno, e singola azione carica di pura malvagità mai commessa al mondo, ha avuto la firma di un’Essere Umano, e – che ti piaccia o no – tu sei uno di loro. Un’Essere Umano e di conseguenza in grado di essere un Mostro.
Pensare il contrario ci rendi pericolosi, pensare di essere delle brave persone non in grado di commettere del male sotto nessuna circostanza ci rende ingenui… Ingenui come un’uomo e una donna che vagano in un giardino ignari del pericolo che li circonda.
E questa… Questa è una Verità che non può essere negata, non se hai un minimo di buon senso. Soltanto un’Idiota può negare la propria natura…

– “Beh io non sono così.”
Strano… Non l’avrei mai detto.

Però! Rimane ancora un mistero da svelare…
Come lo abbiamo scoperto? Come abbiamo scoperto che possiamo farci del male?

– “Già e poi scusa spiegami pure come fa un singolo serpente a causare tutto sto casino!”
Come? Svegliandoti. Il pericolo ti sveglia, ed è meglio che lo faccia. L’ultima cosa che vuoi fare è dormire accanto a un’anaconda. Ti conviene svegliarti prima che sia troppo tardi.

– “Ok ma non vedo ancora come…”
PERICOLO! I predatori sono pericolosi, e il pericolo ci sveglia.
E se è cosi, allora forse sono proprio i predatori responsabili del fatto che abbiamo gli occhi aperti, forse sono loro che ci hanno dato la Coscienza…
Forse è stato il serpente.

– “Ok capirai! Ma qual’è il problema in ogni caso??”
Solo uno. Idiota. Adesso che hai gli occhi aperti, puoi vedere qualcosa che non hai mai notato prima. Qualcosa che non hai mai pensato fosse rilevante. Adesso, ti accorgi di essere nudo.
E ti vergogni.

Riesci a immaginarti come potresti sentirti nel realizzare tutto a un tratto che sei completamente nudo di fronte a un’intera platea?
Già… Non di certo la più gradevole dell’esperienze immaginabili.
Accorgersi di essere nudi su un palco è probabilmente l’incubo di tutti. Nessuno è perfetto – chiaramente – ma nessuno ha pure intenzione di mostrarlo. Avere ogni singola insufficienza esposta ti rende un bersaglio facile. In altre parole, può far male.

– “Quindi? Qual’è la differenza adesso che lo so?”
Semplice, ma ingannevole. Adesso che lo sai, sei vulnerabile. Adesso conosci tutti i tuoi punti deboli. Adesso sai di poter essere ferito…
E quando sai come puoi essere ferito? Ecco che il serpente dentro di te può parlare. Colui che ha tanti nomi, adesso può sussurrare:

Qualsiasi cosa mi può ferire, scommetto che può ferire qualcun’altro.

Indovina un po… Adesso hai la conoscenza del Bene e del Male. Adesso sei libero di scegliere su quale delle due agire.

– “Bah… Stronzate. Porta pazienza ma vado ad ordinarmi qualcosa da bere va…”
– “Scusi? Posso avere un Apple martini per favore?”

Ispirazioni:

Grazie per aver letto.

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Mark

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