Podcast #2 – Sulle vere Motivazioni degli Assassini di Massa

“Tra circa 26 ore il giorno del giudizio avrà inizio. Difficile ma non impossibile, necessario, stressante e divertente. Che vita sarebbe senza un po di morte? È  interessante, quando sono nella mia forma umana, sapere che morirò. Tutto assume un tocco di trivialità.” Dal diario di Dylan Klebold.

 

In questo episodio con la Prof.ssa Ines Testoni come “Special Guest”, a circa metà della conversazione ho tentato di evidenziare – senza molto successo ad essere sinceri – la filosofia diabolica di Eric Harris e Dyland Klebold conosciuti come i “Columbine Killers” – i due teenagers che commisero l’omicidio di massa nel liceo di Columbine nel’aprile 1999 – e di come penso il pubblico debba essere esposto e messo in guardia dall’immensa oscurità nelle motivazioni di simili individui.

A sinistra Dylan a destra Eric

Essendomi accorto che, occupandomi del montaggio audio e video il giorno dopo, la Prof.ssa ha risposto alla mia osservazione concordando prima e aggiungendo poi la seguente citazione “Si, non riconosciamo i segnali di sofferenza della gente…”, e non avendo notato ciò “in diretta”, ho pensato di chiarire (per non essere frainteso) cosa intendevo per “La gente dovrebbe essere informata su come arrivi fino a questo punto…” riguardo appunto le motivazioni degli assassini di Columbine o di chiunque metta in atto tali stragi.

Non avendo avuto modo durante l’episodio di espandere su questa nozione e appunto per timore di essere malinteso, ci tenevo dunque a specificare che la mancanza di empatia nei confronti di personaggi simili non è di certo il problema che tentavo di evidenziare, ma bensì la malvagità nelle loro intenzioni, la loro sete per distruzione, e il loro Odio spietato verso l’intera Umanità.

Penso sia importante e per niente triviale fare una distinzione in quanto, probabilmente dovuto o al fatto che non ho fatto del mio meglio nel spiegarmi, o a un malinteso da parte della Prof.ssa, l’impressione per chi ha guardato/ascoltato l’episodio può essere che quello che stavo cercando di esprimere è compassione verso i perpetratori degli omicidi di massa, o ancor peggio giustificare le loro azioni come semplice conseguenza della società in cui viviamo… Cosa che non solo non è neanche lontanamente vera, ma rappresenta un pericolo enorme per la società.
In quanto credo fermamente che vittimizzare assassini spietati con in mente nient’altro che infliggere sofferenza nel mondo, può portare a una filosofia patologica al di là della comprensione generale, a una visione cinica e distorta di come funziona il mondo, e soprattutto a un’opinione incredibilmente ingenua riguardo le intenzioni di alcune persone che – come appunto nel caso degli assassini di massa – possono essere di incredibile malvagità.


Ancora una volta inquadrati (foto scattata non molto prima della strage)

Schizzi del piano diabolico appartenenti a Eric Harris

Nel frattempo, per chi fosse interessato, alcuni degli schizzi dei rispettivi diari dei due ragazzi (a cui ho fatto riferimento durante il Podcast) che furono ritrovati durante le investigazioni post-massacro e che dimostrano esplicitamente – insieme agli schizzi “satanici” sempre ritrovati nelle loro rispettive case – che la strage che avevano pianificato era molto più catastrofica di quella che riuscirono in realtà a portare a termine, possono essere trovati online (i più scioccanti vennero sequestrati dall’FBI) al seguente link ➤ Clic

Inoltre… Presto ho in programma di scrivere un Blog Post più dettagliato o di registrare un’episodio dedicato solamente ai “Mass Murderers” – dove farò un’analisi psicologica dettagliata degli stessi – in modo da spiegare meglio ciò che ho fatto miseramente durante questo episodio del Podcast.


Foto prese dal video in stile Selfie dei due assassini

 

“Uccidere nemici, far saltare in aria roba, uccidere poliziotti!! La mia ira per gli incidenti sarà divina. Per non menzionare la nostra vendetta contro i beni comuni” Dal diario di Dylan Klebold

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Descrizione Episodio:

L’argomento affrontato è quello della morte, della prevenzione al suicidio, e molti altri temi relativi alla sofferenza e in particolare al dolore.
Inoltre – parlando del tema del suicidio – ho brevemente menzionato il periodo personale di disperazione attraversato dopo l’incidente lo scorso anno che mi costrinse a rimanere in Italia, e come in momenti del genere la via d’uscita non può essere trovata con la logica e la razionalità, ma soltanto tramite la volontà di soffrire sperando che il sacrificio venga ripagato in futuro.

Ulteriori temi menzionati: “Ricompensa Incentiva” e “Ricompensa Consumativa” (meglio descritta nel mio Blog Post: Eat, Sleep, Repeat: Ascesa e Caduta della Gerarchia )

Ines Testoni è una Professoressa di Psicologia Sociale all’Università di Padova.

P.S. Dovuto al poco tempo a disposizione – per impegni da parte della Prof.ssa – non ho avuto tempo di effettuare i test necessari prima di registrare!
Portate dunque pazienza per la bottiglia in vista, e qualche taglio nel video a causa di problemi tecnici o interruzioni.

 

Guarda l’episodio!

 

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Grazie per aver letto.

Non dimenticarti di lasciare un commento di sotto!

Mark

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