Il Mito della Malattia Mentale – Lo Psicologo Sarcastico

Prego. Mettiti comodo…
– “Grazie…”
Dunque. Dimmi pure… Cosa c’è che non va?
– “Niente, ho soltanto la depressione.”
Depressione? Cosa te lo fa pensare?
– “Mah, non me la sento mai di far niente in generale!”
Tutto qua?
– “No… Non me la sento neanche di andare a lavorare
 Voglio sempre starmene a casa in poche parole!”
Ah però. Bella sfiga…

Ci sono certe cose nella vita delle quali tutti abbiamo bisogno. Un tetto sopra la testa e un po di cibo ogni giorno sono le prime che vengono in mente. Ma anche se queste due ti permettono di evitare di morire di fame o congelato, non sono di certo gli unici fattori che l’Essere Umano ha bisogno per rimanere psicologicamente sano.
Una famiglia, una relazione stabile, un lavoro importante, un fisico in forma, una cerchia di amici, e un qualche tipo di routine, tutte queste indubbiamente giocano un ruolo essenziale per mantenere la tua vita propriamente bilanciata.
La mancanza di anche soltanto una può farti sentire come se ci fosse un vuoto nella tua vita, e ciò può causare tristezza e una sensazione di constante disagio.
Un lavoro da quaranta ore alla settimana che ti attende dopo le vacanze, qualcuno con cui spendere il Natale, e una miriade di persone che ti bombardano di messaggi all’ultimo dell’anno, possono comunque farti sentire come se ci fosse qualcosa che non va – per esempio – senza una donna al tuo fianco.

Ma. Determinano sempre, questi fattori, il benessere di una persona?
Sfortunatamente no.
Ci sono diversi casi documentati di persone che soffrono per ragioni che non sembrano essere legate alle loro vite personali. La loro famiglia è serena eppure si sentono tristi… Hanno un lavoro che li soddisfa ma non se la sentono di andarci… Sono fisicamente in forma eppure non trovano la forza di alzarsi dal letto. Le loro emozioni sono scarsamente regolate e il loro umore è costantemente terribile…
Cosa hanno che non va?
Niente. Loro – sembrerebbe proprio – sono solo depressi.

La causa principale della depressione clinica è oggigiorno ancora spesso dibattuta tra gli scienziati. Per quanto possa essere ricondotta alla genetica o no, non sembra quasi mai essere innescata da un evento né l’esistenza di fattori esterni o la mancanza di. Qualunque cosa ci sia che non va in loro, sembra davvero essere solo fisiologicamente determinata.

– “Quindi scusa, sta dicendo che loro sono gli unici veramente depressi?”
Non esattamente. Sto dicendo che loro sono gli unici con SOLO la depressione come problema.
– “Davvero…? Perché guarda qua su Wikipedia dice che… Ecco… Ci mancava solo questa…”
Cosa c’è?
– “No niente… Mi si è scaricato il cellulare…”
Ah si? Come fai a saperlo?
– “… In che senso?”
Come fai a sapere che non c’è qualcosa che non va con il cellulare punto?
– “Del tipo, difettato?”
Per esempio…
– “Perché potrebbero esserci un sacco di motivi perché non si accende!”
Esattamente.

Il funzionamento dei nostri dispositivi elettronici dipende da una incredibile quantità di fattori esterni. Ogni volta che producono un risultato indesiderato la misura della nostra cornice di interpretazioni è determinata dall’anomalia, facendoci indagare su ciò che ha causato l’inconvenienza invece di assumere che il problema riguardi direttamente il dispositivo stesso.
Dalla batteria, agli uomini che sistemano le linee elettriche ogni giorno , fino alle radiazioni solari elettromagnetiche, c’è approssimatamene un numero infinito di fattori che permettono alla nostra elettronica di funzionare. E poiché tutti ne siamo al corrente, non assumiamo automaticamente che siano difettosi ogni volta che si spengono, né di certo controlliamo fuori dalla finestra se il Sole esiste ancora. Lo schermo nero della TV è solo una reazione, qualunque cosa abbia innescato la reazione è ciò che cerchiamo.
Il fatto che sia spenta è soltanto un sintomo.

– “Il che vuol dire…?”
Il che vuol dire che dovunque c’è un problema, i sintomi mostrati in superficie sono soltanto sintomi. Fino a prova contraria, non sono la causa del problema.
Lo stress, l’ansia, la depressione, o qualsiasi altro disturbo mentale può essere pure innescato da un numero infinito di fattori. E quindi assumere che si manifestano semplicemente dal nulla e per nessuna ragione non è la cosa più saggia da concludere.
In altre parole… Potrebbe non essere che sei malato di mente, potrebbe semplicemente essere che la tua vita è semplicemente andata terribilmente storta un passo alla volta.

– “Tutto qua…?”
No, non tutto!
Potrebbe anche essere che stai soffrendo per la perdita di uno dei tuoi cari… O che hai ricevuto una cattiva notizia riguardante te stesso o qualcuno a cui vuoi bene… O che qualche altro evento ha sconvolto le tue aspettative di vita e stai avendo enormi difficoltà a farne i conti, o pure che stai fallendo nell’adottare la giusta dimensione di interpretazione su tutto ciò che succede, e quindi anche una singola notizia negativa relativamente insignificante è un motivo in più per gettarti da un ponte. Quest’ultime son tutte molto comuni…
Ma anche se fossero vere nel tuo caso, la regola vale lo stesso.

Una, due, tre, e occasionalmente anche più di tre tragedie possono colpire qualcuno allo stesso tempo. Avere a che fare con una può essere già difficile, ma tre o quattro ragazzi… Quello si che può farli sentire come se non ci sia una via d’uscita.
– “Del tipo?”
Oddio… Morte di un familiare, fallimento aziendale per iperinflazione, e diagnosi di una malattia terminale. Bum!
Mentre provano a risolverne una, una delle altre inevitabilmente li trascina giù…
Sono pure depressi…?
Forse. Ma non è questo il punto in questo caso. Il punto è che la Depressione stessa, non è il loro problema.

– “Quindi qual’è la loro soluzione?”
Generalmente? Qualsiasi. Qualsiasi soluzione è meglio di nessuna.
Purtroppo nessun incantesimo può far sparire i loro problemi ma… Se gli anti-depressivi sono l’unica cosa che può aiutarli a fare i conti con la loro situazione, allora perché no? Nel peggiore dei casi lo scopriranno presto e smetteranno di prenderli!
– “La marijuana invece no?”
Oh Gesù Giuseppe e Maria…
– “Si lo so… A volte mi fa sentire meglio ma… Si è anche vero che mi rende un po paranoico…”
Ma non mi dire.
– “Quindi pensa che dovrei prendere gli anti-depressivi invece?”
Dipende, quale hai detto che era il tuo problema?
– “Gliel’ho detto. Sono sempre stanco in generale e mi sento come se niente faccia per me…”
E fammi indovinare hai pensato bene che l’erba ti potesse aiutare…
– “No ma… Nient’altro sembrava… Senta può dirmi solo cosa c’è che non va con me e darmi qualcosa?”
Certo…

Tendiamo a concettualizzare i disturbi mentali come delle specie di malattie, come un virus che prende di mira i meno fortunati, e anche se in occasioni singolari – come abbiamo visto – sembra si essere la cosa giusta da concludere, la maggior-parte delle volte semplicemente non lo è.
La gran parte della gente non entra in terapia per trattare disturbi mentali. Entra per rimettere in ordine le loro vite. Qualcosa è andato terribilmente storto, e non sono sicuri quando, come, ne tanto-meno perché.
Hanno dei problemi e vogliono sapere come si chiamano…

Ci sono categorie di famiglie che caratterizzano i disturbi mentali che sono ampiamente accettate da psichiatri e psicologi in tutto il mondo. A volte puoi essere diagnosticato con una psicopatologia se manifesti almeno tre degli otto ipotetici sintomi che costituiscono un disturbo.
Ma ecco il paradosso.
Puoi finire con la stessa diagnosi, nonostante mostri tre sintomi diversi.
Sintomo 1,3,4? Probabilmente sei un narcisista.
Sintomo 2,6,7? Hai la stesse probabilità di essere un narcisista.
Sintomo 3,5,8? Hai capito dove voglio arrivare…

Le categorie non esistono per creare dati scientifici, esistono per dare alle persone una linguaggio con cui comunicare.
Adesso. C’è ovviamente un aspetto negativo nell’essere messo in una scatola. Una volta etichettato con un disturbo potresti cominciare a recitare la parte più spesso, ma voglio dire… L’ultima cosa che vuoi sentire quando vai a vedere il tuo dottore è: sai, non ho mai visto un caso come il tuo prima d’ora!
Ed ecco perché è spesso un sollievo per le persone essere diagnosticate in terapia. È come entrare con un milione di serpenti velenosi e uscire con una singola vipera maneggevole.
Sapere che il tuo problema ha un nome significa che non sei l’unico nell’intera storia dell’Essere Umano a doverlo risolvere, e questa non è una buona notizia solo per il paziente, è anche un punto di partenza per il Dottore.

Ma! Ecco dov’è il problema…
Come facciamo a sapere che abbiamo scelto il punto giusto di partenza?
Uuu questa è tutta un’altra storia. Avendo un numero quasi infinito di variabili che potrebbero aver causato il verificarsi dell’anomalia, le probabilità che ci siamo dimenticati di almeno una nel tentativo di individuare “l’assassino” sono piuttosto alte.

– “Del tipoo…”
Del tipo… Come sei posizionato nella gerarchia sociale?
– “… La mia che?”

Hai incorporato i valori necessari per essere ammirato e rispettato o hai lasciato quei valori collassare uno ad uno perché è più facile di metterli in atto?
Non ci sono molte differenze tra l’essere depressi e l’essere in fondo a una gerarchia sociale.
Controlliamo il nostro status sui social media ogni giorno, diamo un’occhiata alle altre persone quando andiamo a una festa, e parliamo per vedere quante persone ci ascoltano. Il motivo?
Perché vogliamo sapere quanta attenzione riceviamo. Vogliamo sapere la nostra posizione nel contesto sociale.

Ci impegniamo in ogni ambito di competenza per essere ammirati dai nostri colleghi, mettiamo in atto ciò in cui crediamo per avere la fiducia della gente, e ci prendiamo responsabilità per guadagnarci il rispetto delle nostre comunità. Ed ecco come cresciamo in un qualsiasi dominio. Ecco come impariamo a rispettare noi stessi…
Come?
Adottando i valori richiesti e pagando il prezzo di integrarli ogni giorno. E quelli che non hanno nessuna intenzione di fare niente di ciò, normalmente tendono a puntare il dito contro ogni singolo aspetto della vita.

Quindi. Sei veramente depresso o soltanto cinico? Stai affrontando l’aspetto tragico della vita o piagnucoli semplicemente su ogni singola minima cosa che ti sia mai successa?
Perché la sintomatologia dell’essere sconfitti dalla vita e l’essere clinicamente depressi è molto simile. E ciò rende spesso una facilmente confondibile con l’altra.
Se cammini per strada tutto accovacciato è probabilmente perché il tuo livello di serotonina è basso a conseguenza del tuo status.

Poi, stai pensando di ottenere qualcosa nella vita o hai semplicemente rinunciato a qualsiasi idea di successo?
Nessuno scopo? Nessuna direzione? Nessun traguardo da raggiungere? Nessun obiettivo in generale??
Caro mio, ovvio che non avere nulla di tutto ciò rende l’atto di alzarsi la mattina tutto tranne che giustificabile. Non mi meraviglia che sei sempre stanco.

Le persone con uno status basso in una qualsiasi particolare gerarchia di valori sono più impulsive e emotivamente irregolari. La loro necessità di ottenere un’emozione positiva aumenta, ma le loro opzioni per aggrapparne una scarseggiano costantemente. Qual’e la loro strategia? Una, e una soltanto;
Gratificazione a breve termine. Acchiappano la loro emozione positiva dove possono ottenerla e – ovviamente – con il minimo sforzo possibile!
Quindi in questo caso, non mi sorprende che l’erba sembra la tua unica soluzione.

Sei depresso o semplicemente pigro?
La risposta non è mai sincera, quindi la domanda non viene mai posta. Perché, indovina un po…
È molto più facile presumere che la TV sia semplicemente rotta, piuttosto che affrontare il fatto che probabilmente hai contribuito a spegnerla!
E quindi, cosa fanno la maggior-parte dei miei colleghi?
Ecco qua! Prendi queste e torna a casa caro! Congratulazioni, sei Pseudo-Depresso.

– “Davvero?”
Sì.
– “Quindi cosa mi suggerisce di fare?”
Mah… Cosa fai quando la TV si spegne improvvisamente?
– “… Cerco di capire cosa l’ha spenta…?”
Ok. E cosa fai quando scopri che è stato il telecomando?
– “La… Riaccendo?”
Esattamente. Non rimani di certo lì seduto a incolpare le tue chiappe per essersi sedute sopra…

Un po troppo schietta come singola sessione di terapia vero?

 

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Ispirazioni:

Grazie per aver letto.

Non dimenticarti di lasciare un commento di sotto!

Mark

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