Perché “Credi in Dio” è la Domanda più Sciocca al Mondo

 

– “Credi in Dio?”

Tra le tante domande che spesso vengono fatte non appena raggiunto un certo livello di confidenza – o a volte anche senza averla raggiunta – quest’ultima mi ha sempre provocato un po di irritazione. Non tanto per la spesso ignara invasione di privacy – che più che invadere appunto irrita – ma per la sciocca tendenza nell’aspettarsi una semplice risposta. Non è la domanda di per sé ad essere ingenua, ma l’aspettarsi una risposta secca che la rende tale.

Quasi per definizione – non esitate una domanda più complessa che tu possa mai chiedere ad un Essere Umano. Sin dall’inizio della nostra esistenza non ha fatto altro che tormentare i più brillanti tra i nostri antenati. Aspettarsi dunque che la risposta possa essere ridotta a un semplice “Si” o “No” è di conseguenza incredibilmente ingenua. Per quale motivo?
Tanti, ma proviamo ad analizzarne alcuni…

Primo; se anche rispondessi con un si o un no, cosa ti fa pensare che la mia risposta soddisfi la tua curiosità? O meglio, cosa ti fa pensare che per “Credo”, e per “Dio”, intendo la stessa identica cosa che tu ti intendi?

La concettualizzazione di un termine come “Dio” varia da individuo a individuo. Le possibilità che due persone – sempre siano tendenti ad approcciare il tema intellettualmente – una volta messi i una stanza , abbiano esattamente la stessa interpretazione di un concetto immensamente astratto e di complessità enorme come Dio, sono praticamente pari a zero.

La definizione di “Dio” e di “Credo” e – volendo essere precisi e meticolosi – pure di “in”, richiederebbe di entrare in una quasi infinita discussione su presupposti scientifici, assiomi prestabiliti, e teorie esistenziali di complessità enorme, per anche solo arrivare ad articolare una risposta. Una risposta a la domanda più complessa e misteriosa che l’Essere Umano si sia mai posto.

Cos’è Dio?

Nessuno – ateo o credente – che afferma di poter essere in grado di dare una risposta a tale domanda senza entrare in alcuni dei concetti più complessi che l’uomo abbia mai portato avanti, è da prendere sul serio. La risposta non è semplice, e non può essere descritta fisicamente, rappresentata metaforicamente, o concettualizzata con una frase.

Detto questo, non fallisco di certo nel comprendere l’enorme curiosità che quasi inevitabilmente provoca la gente a volere una risposta. L’opinione sulla credenza religiosa è, d’altronde, una delle domande più interessanti che tu possa mai porre a un’altra persona. Ma, è anche una delle più rivelatorie?
Non necessariamente.

Essendo di complessità infinita, cosa ci fa pensare che la risposta dell’altra persona – spesso impulsiva e mal-pensata – ci dica qualcosa di accurato sulla stessa? Non è poi così evidente come sembra che un’eventuale risposta rispecchi veramente quello che la persona crede. La neuroscienza parla chiaro: il 99 percento del processo cognitivo di una persona è del tutto inconscio. Chi più chi meno, ma generalmente non siamo neanche lontanamente in grado di articolare tutto ciò in cui crediamo. In altre parole, ci comportiamo come a seconda di cosa in cui crediamo senza averne la più pallida idea.

Nonostante ciò, non abbiamo mai smesso di tentare di rappresentare e articolare le nostre credenze per dare un senso, sia al mondo in cui viviamo, che allo scopo delle nostre vite. E quindi domandarsi se esiste un bene superiore diventa quasi naturale, ma nel domandarlo a un’altra persona si rischia di cadere nell’errore di trivializzare ciò che in realtà, andrebbe considerato con estrema cura e attenzione.

Nel momento in cui poni la domanda, almeno una rappresentazione astratta del concetto di “Dio” ti appare in testa. Quanto astratta? Questa è la domanda.
La maggior-parte della gente che tende a pronunciare la parola “Dio” con trivialità, difficilmente è sufficientemente sofisticata da concepire Dio come concetto. Tendenzialmente, l’interpretazione comune assomiglia molto a: “un uomo con la barba lunga vestito di bianca che vive nel cielo”. Non di certo la più sofisticata. Falsa? Non esattamente.
L’idea che tutto ciò che facciamo viene costantemente osservato è più antica di quanto possiamo immaginare. L’immagine di un uomo che vive nel cielo, non è altro che uno dei tanti tentativi di rappresentare metaforicamente ciò che non si è in grado di articolare alla perfezione. Ma quando una persona non riesce a differenziare tra metafora e attualità, ecco che nasce il problema.

Rispondere con un “Si” a una persona che non riesce a separare l’idea astratta di Dio da quella letterale, mette la persona nella posizione di essere facilmente ridicolizzata – specialmente se non in grado di articolare cosa si intende con tale affermazione. Rispondere, invece, con un “No” viene spesso confusa e associata con il buon senso, dando l’impressione che dietro alla risposta ci sia un processo razionale e una capacità di essere ragionevole.

Ma visto che recentemente mi è stata posta la domanda – ed è il motivo per il quale sono davanti al computer a scrivere queste parole – ecco elencate di seguito alcune domande che sorgono spontanee non appena mi viene chiesta una domanda simile;

– “Se credo in Dio?”

– “Cosa ti indenti per credo? Credo nell’Esistenza di uno? Uno in che senso? Credo che esiste e che sia fondamentalmente buono, o credo che esiste punto?”
– Se credo in lui? Credo in lui in che senso? Credo che ciò che dice sia giusto? E se si, cosa di quello che dice? Cosa di quello dice penso sia giusto? Visto che da cultura a cultura l’interpretazione dei vari testi sacri varia, e tende pure a trasformarsi molto velocemente in opinione, cosa Esattamente di quello che dice? Poi…”
– “Giusto? Giusto in che senso? Credo sia giusto nel senso che non andrebbe messo in dubbio? O giusto nel senso che è semplicemente vero? Vero da quale punto di vista? Da un punto di vista scientifico? Storico? Filosofico? O se no in quale senso? Di che tipo di Verità stiamo parlando?”

E questo è soltanto per quanto riguarda la parola “Credo”, e non avrei nessun problema a farmene venire in mente altre di domande, ma…

– “Vogliamo entrare nella parola Dio?”

Grazie per aver letto.

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Mark

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