Cosa ha da Dire la Scienza sul Nostro Orientamento Politico?

Chiunque abbia mai avuto una discussione politica ha indubbiamente notato notevoli differenze tra individui di orientamento di destra e individui di orientamento di sinistra, sia nel loro temperamento che nell’espressione di principi, valori, e ruoli che la società – a loro parere – dovrebbe incorporare. Se per esempio lo stato viene descritto con orgoglio e caratterizzato come un’entità con il dovere di provvedere la sicurezza dei cittadini, e proteggere la cultura e le tradizioni, si ha con molte probabilità avendo a che fare con una persona conservatrice. Mentre se (lo stato) viene considerato e idealizzato come un mezzo legittimo per combattere la discriminazione e assicurare un trattamento equo (uguaglianza), si sta probabilmente avendo una discussione con un’individuo di sinistra. Ma non è soltanto il ruolo del governo e l’opinione sullo stato a venire messo in discussione, è l’intero approccio concettuale a variare all’interno dell’asse. Ma prima di andare a vedere cosa la scienza ha da dirci a riguardo, giusto delineare velocemente alcuni dei principi fondamentali caratteristici dell’odierno spettro socio-politico.

Secondo filosofia politica basilare (più concentrata sul divario politico americano), mentre la destra ha generalmente una approccio più pragmatico, la sinistra è fondamentalmente idealista, ha una moralità basata sul prendersi cura delle persone e la correttezza, e una narrativa concentrata sui diritti dei cittadini. Proclama inoltre di avere compassione nel confronto degli oppressi, di voler lottare contro la disuguaglianza, e ritiene necessario avere economie di mercato regolamentate, preferendo governi secolari, ed essendo generalmente in favore del multiculturalismo e la cooperazione a livello internazionale. La destra invece, a differenza della sinistra, oltre ad essere come già menzionato pragmatica ha a sua volta una moralità basata sulla cura e la correttezza, ma (secondo studi effettuati recentemente dalla Heterodox Academy di Jonathan Haidt) risulta avere ulteriori basi per l’emergenza della moralità, quali lealtà, autorità e purezza. Tende inoltre ad avere una narrativa più orientata sulle responsabilità dei cittadini, il rispetto per l’autorità, la necessità delle gerarchie, ed è generalmente molto scettica del coinvolgimento da parte dello stato nell’economia, preferendo un’economia di mercato libero (capitalismo), il mantenimento di valori tradizionali, e rigorose leggi sull’immigrazione. E, a differenza dei suoi opponenti, considera la sovranità dello stato primaria alla cooperazione internazionale.

Grafico raffigurante la frequenza di rilevanza in decisioni morali della sinistra e la destra

Nonostante i fattori che contribuiscono alle nostre divergenze sembrano spesso evidenti, gran parte di quello che la gente pensa sulla diversificazione di orientamenti è sbagliato o incompleto. Non siamo necessariamente in disaccordo sullo scopo della società perché un gruppo è moralmente superiore all’altro (nonostante ciò viene legittimamente più e più volte messo in discussione) ma perché siamo in realtà, a tutti gli effetti, diversi da una prospettiva biologica.
Sociologi e filosofi in particolare, hanno per anni (e purtroppo oggigiorno) considerato assiomatica l’idea che gli essere umani vengono al mondo privi di un’indole, e che il tutto è un frutto della cultura a cui vengono esposti e una conseguenza della socializzazione alla quale sottoposti. Questa teoria conosciuta con il nome di “Tabula Rasa”, è stata però non solo rifiutata, ma più e più volte smentita dalla scienza moderna. Ricerche sulla psicobiologia hanno identificato tratti biologici che, non solo risultano essere geneticamente ereditabili, ma che spesso determinano come ci comportiamo, pensiamo, e perfino percepiamo il mondo, dimostrando quindi che attitudini politiche possono essere fortemente influenzate da tratti psicologici. In altre parole, che ci piaccia o no, avere una società che varia sullo spettro politico è semplicemente inevitabile.

Come delle sub-personalità o ancor meglio concettualizzati come dei personaggi interiori, i tratti psicologici più affidabili a livello psico-metrico sono composti da 5 dimensioni, che ha sua volta si suddividono in ulteriori sottocategorie (vedi teoria dei “Big 5”), ovvero; Estroversione, Instabilità emotiva, Gradevolezza, Coscienziosità, e Apertura mentale.
L’estroversione, ovvero la dimensione delle emozioni positive – associata con entusiasmo, assertività e sociabilità; è l’esatto opposto dell’instabilità emotiva (o nevrosi), a sua volta associata con l’inclinazione di un’individuo a provare emozioni negative come ansia e dolore emotivo.
La gradevolezza invece consiste nell’aspetto materno dell’essere umano e si suddivide in compassione e gentilezza. Persone con un elevato indice di gradevolezza prendono spesso in considerazione i sentimenti altrui e, a differenza delle loro competitive e occasionalmente ego-centriche/schiette controparti, sono più cooperative nel loro approccio. Bensì la gradevolezza è all’apparenza una dimensione benevola, rischia però nel suo eccesso di rendere l’individuo incline a sviluppare sentimenti di rancore, amarezza e risentimento generale, non essendo in molti casi in grado di far prevalere la propria volontà.

La quarta dimensione, ovvero quella della coscienziosità, è di fatto la dimensione che non solo insieme al quoziente intellettivo ha più probabilità di contribuire al successo economico di un individuo nell’Ovest, ma ha anche più probabilità di prevedere l’orientamento politico di destra. Se in un test di personalità su scala “Big 5” si risulta alti in coscienziosità e bassi in apertura mentale, si ha un’alta probabilità di essere conservatori, e viceversa se si risulta bassi in coscienziosità e alti in apertura.
Meglio concettualizzata come l’abilità di mantenere un contratto con se stesso, la coscienziosità consiste nell’aspetto umano orientato verso l’integrità, la regolarità e l’operosità. Le persone coscienziose sono ordinate, disciplinate, diligenti, estremamente laboriose, e tendono a pensare strutturalmente. Essendo molto brave a seguire regole e ad implementare algoritmi in strutture prestabilite, sono ottime candidate per posizioni manageriali e amministrative nel mondo professionale, ma possono risultare inutili in situazioni dove è necessario pensare fuori dagli schemi. Dopotutto, la creatività, non è l’aspetto che tendenzialmente accompagna la coscienziosità, ma è’ di fatto la dimensione principale dell’ultimo tratto di personalità e il più grande predittore di orientamento politico di sinistra; l’apertura mentale.

Le persone aperte (mentalmente) sono interessate all’arte, all’estetica, alle idee in generale, e spesso, intellettualmente orientate. Ben portate per l’imprenditoria o una qualsiasi disciplina artistica, tendono ad avere un approccio di pensiero anti-strutturale. Non molto inclinate a seguire le regole, risultano però ottime candidate per generare soluzioni in situazioni dove è necessario fuggire dal convenzionale e ricorrere all’originale.

Nonostante un’ulteriore studio (che andrò ad ignorare in questo articolo) indica un’alta correlazione tra l’aspetto compassionevole della gradevolezza e gli individui più dedicati al Politicamente Corretto di sinistra, fatta eccezione della coscienziosità e l’apertura mentale, la connessione statistica tra l’orientamento politico degli individui testati e le altre dimensioni risulta ambigua. Il più grande predittore di credo di destra è, di fatto, la coscienziosità (specialmente l’aspetto della regolarità) mentre il più grande predittore di credo di sinistra è l’apertura mentale. In altre parole, la gente, quando arriva il momento, più che il partito politico di preferenza, vota il proprio carattere.

Per capire il perché queste due dimensione in particolare hanno tale influenza, basta pensare alle più primitive delle differenze psicologiche nascoste dietro la politica. Se si presta molta attenzione ai suoi vari aspetti controversi non si può fare a meno di notare una connessione a livello concettuale dietro la gran-parte dei problemi che si presentano nelle nostre società; sto parlando dell’antico dilemma dei confini. Sia che si parli di confini tra città, stati, etnicità, idee, tradizioni, sessi o identità in un contesto politico—ai conservatori piace mantenere i confini ben solidi. Alla destra piace lasciare le cose dove appartengono, riconoscendo l’utilità di mantenere l’ordine, e (generalmente parlando) temendo legittimamente il potenziale caos che potrebbe seguire un eventuale perturbazione. Mentre i loro oppositori di sinistra sono costantemente elettrizzati all’idea di abbattere frontiere ovunque possibile, e a lasciare le cose “out of the box”, temendo a loro volta (comprensibilmente) l’aspetto dogmatico che a volte le idee e le antiche tradizioni possono portare. Basti pensare all’attuale dibattito sulla famiglia tradizionale, o a quello eterno sull’immigrazione, la domanda è sempre la stessa: quanto aperti o chiusi dovrebbero essere i confini?

E visto che la principale differenza di fondo tra una persona coscienziosa e una aperta mentalmente è l’aspetto rigoroso e strutturale della regolarità, contro quello caratterizzato dalla creatività e l’originalità dell’apertura mentale, è soltanto naturale che una persona ordinata e diligente come un’avvocato, un soldato, o un contabile, si attenga rigorosamente alla Costituzione e preferisca mantenere le tradizioni—ed è ugualmente naturale che un’artista, un romanziere, o un “pensatore”, sia più portato a lottare per il cambiamento e a votare pro-immigrazione.

Ma così come a volte è necessario pensare fuori dagli schemi, a volte è necessario implementarli. E se vogliamo capire quali delle due soluzioni è meglio adottare domani, meglio sperare che il dialogo tra le due parti rimanga acceso. Perché mentre noi manteniamo le nostre amate presupposizioni ideologiche, l’ambiente sotto di noi oscilla costantemente da una parte, e oscilla costantemente dall’altra. E durante una tempesta, per rimanere a galla a volte è necessario sterzare a sinistra e a volte è necessario sterzare a destra.

di: Mark Granza


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