Censura: Crimine Contro L’Umanità

John Stuart Mill, sulla censura
Estratto da: Sulla libertà
Originalmente pubblicato nel 1859

Ridurre al silenzio la manifestazione di un’opinione è un crimine particolare, perché deruba la specie umana, i posteri altrettanto che i vivi, chi dissente da quell’opinione ancor più di coloro che la condividono: se l’opinione è giusta, sono privati dell’opportunità di scambiare l’errore con la verità; se è sbagliata, perdono un beneficio quasi altrettanto grande, cioè quella percezione più chiara e viva della verità, che emerge dal contrasto con l’ errore. Non possiamo mai essere certi che l’opinione che stiamo cercando di soffocare sia falsa; e anche se lo fossimo, soffocarla resterebbe pur sempre un male. In primo luogo, l’opinione che si cerca di sopprimere d’autorità può forse essere vera. Naturalmente, coloro che desiderano sopprimerla ne negheranno la verità: ma non sono certo infallibili. Non hanno alcuna autorità per decidere sulla questione per conto dell’intera umanità, togliendo a chiunque altro la possibilità di giudizio.
Rifiutarsi di dare udienza a un’opinione perché si è sicuri che è falsa significa presupporre che la propria certezza equivalga a una certezza assoluta. Ogni soppressione della discussione è una presunzione di infallibilità: per condannarla basta questo argomento, semplice, ma non per questo meno convincente.

John Stuart Mill


 

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