La Storia del Portale | Eric Weinstein

Eric Weinstein, sulle occasioni perse
Estratto da: Joe Rogan Experience #1320
Los Angeles, California
Luglio 3, 2019

Quando ero bambino leggevo tutte queste storie. Che pensavo fossero note per essere la stessa storia, ma versioni diverse. E l’ho chiamata “la storia del portale”. Ed era sempre la stessa: qualcuno è intrappolato in un’esistenza monotona, in un mondo ordinario, fino a quando una sorta di portale magico, accidentalmente o intenzionalmente, entra nella loro vita. E, o attraversano un’armadio.. Attraversano una tana di coniglio.. Uno specchio.. La piattaforma 9 e 3/4. O Dorothy, è stata notoriamente usata per introdurre il technicolor, dove nella prima parte del film è in Kansas, ed è in una specie di grigio / bianco e nero. E poi! Attera in Oz! E aprono la porta ed è in technicolor. E c’è questa scena di transizione dove vedi il technicolor per la prima volta. La domanda è: dov’è il portale? Perché raccontiamo sempre e sempre e sempre la stessa storia? Con protagonisti diversi, ma è sempre la stessa formula: una persona normale è intrappolata in un mondo normale.. Trovano il portale, e il portale diventa il richiamo all’avventura. E trascorrono del tempo in un universo alternativo. Poi in qualche maniera sono in grado di vivere, molto spesso ritornano. Alla fine dell’avventura il casello scompare, perché deve passare dal prossimo bambino che ne ha bisogno. Quindi la mia domanda era sempre: perché mai dovremmo continuare raccontare sempre e sempre la stessa storia.. Ha lo stesso formato, ed è sempre un contesto diverso. E sono arrivato a credere che questa storia sia in realtà una promessa non mantenuta per la maggior-parte delle persone. Che nelle loro vite adulte, non trovano questi portali. Ad esempio. Sei mai stato a Barcellona, ​​in Spagna? C’è una chiesa a Barcellona che è parecchio impressionante all’esterno. Quando vai dentro.. Non ho fatto altro che veder foto durante la mia vita: di nome “La Sagrada Familia”. E’ una trip psichedelica unica come non hai mai visto prima. E’ lo spazio interno più bizzarro che abbia mai visto in vita mia. Non c’è niente come l’interno di questa chiesa su questo pianeta. Quello è un portale. Quindi, se pensi alle sostanze chimiche psicoattive, alcune sono stupefacenti, ma alcune sono portali. E questo concetto di.. Se guardi un muro, come fai a sapere che il muro non ha una porta? Come fai a sapere che non c’è una stanza anti-panico dietro la libreria se solo estrai il libro giusto? Impariamo a smettere di cercare il portale. E penso che io, ciò che faccio diversamente dalle altre persone, è che sono diventato ossessionato con le uscite. Che esistono altri mondi, e sono reali.  Che questa mitologia dello specchio, della tana del coniglio, o del Matrix, è una metafora per cose molto reali.

Eric Weinstein


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