Il Discorso che Ogni Giornalista Dovrebbe Conoscere, JFK

JFK, sulla necessità della libertà di stampa
Estratto da: Discorso alla American Newspaper Publishers Association
Waldorf-Astoria Hotel, New York City
Aprile 27, 1961

Signore & signori: abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli dell’eccessivo e ingiustificato occultamento di fatti pertinenti superavano di gran lunga i pericoli citati per giustificarlo. Nessun funzionario della mia amministrazione, che sia di grado alto o basso, civile o militare, dovròà interpretare le mie parole qui stasera come una scusa per censurare la notizia; soffocare il dissenso; nascondere gli errori o trattenere dalla stampa e il pubblico i fatti che meritano di conoscere.

Non sto suggerendo nuove forme di censura. Sto chiedendo ai membri della professione giornalistica e dell’industria in questo paese di riesaminare le proprie responsabilità, di considerare il grado e la natura del pericolo attuale, e di prestare attenzione al dovere di autocontrollo che quel pericolo ci impone. È la natura senza precedenti di questa sfida che genera anche al vostro secondo obbligo, un obbligo che condivido. E questo è il nostro obbligo di informare e avvisare il popolo – di accertarci che possiedano tutti i fatti di cui hanno bisogno, e che li capiscano; i pericoli, i prospetti, gli scopi del nostro programma e le scelte che ci aspettano.

Nessun presidente dovrebbe temere un’ispezione pubblica. Perché da quella ispezione deriva la comprensione; e da quella comprensione deriva il supporto o l’opposizione. Ed entrambi sono necessari. Non sto chiedendo ai vostri giornali di sostenere l’amministrazione, ma sto chiedendo il vostro aiuto nel tremendo compito di informare e avvisare il popolo americano. Perché ho totale fiducia nella risposta e nella dedizione dei nostri cittadini ogni qualvolta siano pienamente informati.
Non solo non posso soffocare le polemiche tra i vostri lettori – le accolgo volentieri. Poiché come un saggio una volta disse: “Un errore non diventa un errore finché non ti rifiuti di correggerlo”.

Perché senza dibattito, senza critica, nessuna amministrazione e nessun paese può avere successo-e nessuna repubblica può sopravvivere. È per questo motivo che il legislatore ateniese Solon decretò un crimine per qualsiasi cittadino l’indietreggiare dinnanzi alle controversie. Ed è per questo che la nostra stampa fu protetta dal Primo Emendamento – l’unica attività in America appositamente protetta dalla Costituzione. Non principalmente per divertire e intrattenere, non per enfatizzare il banale e il sentimentale, non per semplicemente “dare al pubblico ciò che vuole”; ma per informare, suscitare, riflettere; per dichiarare i nostri pericoli e le nostre opportunità, indicare le nostre crisi e le nostre scelte; guidare, plasmare, educare, e talvolta persino irritare l’opinione pubblica. Fiduciosi che con il vostro aiuto l’uomo sarà ciò che era destinato ad essere: libero e indipendente.

John Fitzgerald Kennedy


Guarda l’estratto video sul mio canale YouTube.


 

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