Memento Mori | Marcus Aurelius, Meditazioni

“Memento mori.”
Ricordati che dovrai morire.

Marcus Aurelius, riflessioni sulla morte
Estratto da: Meditazioni, Colloqui con sè stesso
Libro V, Verso 33
Originalmente pubblicato nel 180
Traduzione di: Mark Granza

Presto sarai solo cenere, o scheletro. Niente più che un nome, o neppure un nome—e persino quello è soltanto un suono, un eco. Le cose che tanto vogliamo nella vita sono vane, marce, triviali. Cagnolini che si mordono. Bambini litigiosi—che un momento ridono e subito dopo piangono. Fiducia, rispetto, giustizia, verità—“sparite dalla terra e raggiungibili soltanto nell’Olimpo.” Che cosa ti trattiente ancora qui? Le cose sensibili sono mutevoli e instabili; i nostri sensi ottusi e facili da ingannare, in preda all’apparenza; l’anima stessa un’esalazione del sangue; la fama presso un mondo del genere mera vanità, priva di valore. —E allora? Attendi con serenità—estinzione o metamorfosi. —E fino ad allora—che fare? Onora e benedisci gli dei, tratta gli esseri umani con dignità, sii tollerante con gli altri e severo con te stesso. Ricorda, che quel po’ di carne e sofficiuo vitale è tutto ciò che ti appartiene—e nient’altro è sotto il tuo controllo.”

“Respice post te. Hominem te memento.”
Guarda dietro di te. E ricordati che sei soltanto un uomo.

Marcus Aurelius


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