COVID-19 e il Virus Progressista

24 febbraio, 2020

L’Italia è ufficialmente il terzo paese al mondo per casi di Coronavirus confermati dopo Cina e Corea del Sud, e il primo in Europa con oltre 229 persone infette e sette già morte (le prime fuori dall’Asia). Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. Vari esperti hanno già predetto l’improbabilità di poter contenere con successo lo spargersi dell’epidemia.

Nonostante la difficoltà nel contenere la natura del virus però, la sensazione è che da ringraziare su tutti per lo stato in cui il paese si ritrova è la stessa attuale amministrazione. Nelle settimane che hanno preceduto l’outbreak, misure di prevenzione come quarantene e blocchi di traffico, sono state limitate dal governo soltanto nei confronti di voli diretti provenienti dalla Cina (senza prendere in considerazione che la maggior parte effettuano prima sbarchi in altri paesi europei). Altre sono state considerate ‘esagerate’. Con il premier Conte al timone, ad esempio, l’opzione della quarantena per gli arrivi da provenienze sospette è rimasta ‘fiduciaria’ anche dopo aver sentito che il virus aveva già raggiunto l’Europa (non obbligatoria, ma volontaria).

Nel frattempo, mentre il dibattito sulle misure da adottare era in corso, in circoli progressisti hashtag come #ilverovirusèilrazzismo sono stati tra i più popolari per settimane. Alcuni di loro sono persino arrivati a mostrare ‘solidarietà’ alla comunità cinese organizzando serate gastronomiche in ristoranti asiatici. Altri, puntualmente, hanno colto l’opportunità per chiamare politici come Salvini, i partiti di destra, e i vari conservatori ‘xenofobi’, e a decretare le misure di sicurezza proposte ‘discriminatorie nei confronti della comunità asiatica’.

Ora, settimane dopo, gli italiani vengono ricoverati in ospedale, le prime vittime cominciano a emergere, varie città del nord chiudono, le più afflitte vietano il circolare per le strade, scuole sospese, partite di campionato, eventi sportivi e festival come il carnevale di Venezia cancellati, bar, negozi, ristoranti, chiese, musei…—chiusi. Nei comuni sotto quarantena famiglie affrontano sanzioni salate per anche solo lasciare la propria abitazione. Da multe fino a 206 euro a tre mesi in prigione. Le immagini e filmati di scaffali vuoti nei supermercati iniziano ad apparire sui social, in TV, e fanno il giro del mondo. Le imprese locali, ovviamente, sono tra le più sofferenti (per non parlare di lavoratori che non potendo essere pagati questo mese difficilmente riusciranno a provvedere per le loro famiglie). Le industrie del nord stanno attualmente perdendo circa venti milioni di euro al giorno; numero destinato solo ad aumentare. I più pessimisti tra gli economisti stanno persino iniziando a considerare l’idea che questa crisi in regioni come quella Lombarda e Veneta, potrebbe significare la fine dell’economia italiana.

Tutto questo per cosa? Coronavirus, sì. Ma non solo. Per non rischiare di compromettere l’immagine di una società ‘tollerante’ come l’Unione Europea da anni ci impone. Per combattere la ‘discriminazione razziale’. Per timore di non sembrare una società ‘aperta e accogliente’. Difficile credere che le più caute delle precauzioni non siano state prese per motivi puramente strategici. Forse era evitabile, contenibile, o forse no. La provenienza del patient zero rimane, dopotutto, un mistero. Ma ciò nonostante, l’impressione generale è che qualcosa di più si sarebbe indubbiamente potuto fare se non fosse stato per l’insaziabile agenda progressista.

Perciò, di fronte a questa crisi, una certezza emerge: in tutti i paesi occidentali, dove i nostri leader stanno ottenendo sostegno promuovendo ‘open borders’ nel nome della tolleranza, e sopratutto nel nostro dove i cittadini stanno pagando con le loro vite e con i propri risparmi, spero l’epidemia che sta colpendo l’Italia serva da promemoria: se c’è una singola cosa che ci conferma, è che i progressisti sono disposti a mettere la vita dei cittadini e l’economia del paese a rischio se ciò significa poter apparire virtuosi e sofisticati sui social media. Se è vero che i mezzi di prevenzione necessari non sono stati messi in atto, è anche e soprattutto grazie a loro. 

Sperando che la situazione si risolva al più presto, che l’epidemia venga contenuta, e che il peggiore scenario non si manifesti, a prescindere da cosa si sarebbe potuto fare o no, la prossima volta che sentiamo i nostri compaesani di sinistra dire che non ha senso avere confini e chiunque creda altrimenti è ‘razzista’ o ‘xenofobo’, chissà che d’ora in poi, e in futuro, il popolo italiano farà finalmente a meno di degnarli della minima attenzione, a capire una volta per tutte che la globalizzazione non è la soluzione, e a realizzare che i virus, possono venire in molte forme.

di: Mark Granza

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